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NEWSLETTER 22 DICEMBRE 2016

Come ogni fine anno desidero porgervi i miei auguri e condividere con voi qualche riflessione sulla mia attività di deputato e sul Partito Democratico.

Il Pd ha vissuto un 2016 particolarmente impegnativo e si prepara a un 2017 costellato di appuntamenti importanti, a partire da elezioni amministrative, elezioni politiche e congresso. Credo sia importante arrivare a queste scadenze avendo ben chiaro ciò che è stato fatto sinora.

 

Il referendum sulla riforma costituzionale e le conseguenze del voto hanno attirato i riflettori del dibattito politico ed è comprensibile che questo sia avvenuto. Meno normale è che quanto realizzato prima del 4 dicembre sembri non essere mai esistito. Eppure prima di allora i risultati ottenuti da Governo e Parlamento hanno segnato un cambio di passo per il Paese. Quando si segnalano dati positivi relativi all’Italia, soprattutto in ambito economico, i seguaci di una certa retorica reagiscono bollano i dati statistici come menzogne. Personalmente credo invece che questi risultati debbano essere tenuti presente. Non perché dipingono uno scenario rassicurante (ovviamente il cambio di rotta deve essere rilanciato per potenziarne gli effetti), ma perché sono punti di riferimento necessari per avere una visione realistica del Paese, che non nasconda le difficoltà tuttora esistenti ma che non ceda ai catastrofismi.

La Legge di Bilancio 2017 è stata costruita proprio su questa base, su una visione intellettualmente onesta di ciò che serve all’ItaliaPenso all’incremento dei fondi per la lotta alla povertà e per le persone non autosufficienti, alla possibilità di andare in pensione anticipata senza costi per i lavoratori in difficoltà, all’istituzione del fondo di sostegno alla natalità, all’aumento delle risorse destinate alla Sanità, alla previsione di nuove assunzioni nei corpi di polizia (e a un fondo per l’acquisto e l’ammodernamento dei loro mezzi), all’ulteriore calo del canone Rai, alla riduzione del prelievo fiscale per le Piccole e Medie Imprese.

 

Come componente della Commissione Attività Produttive della Camera ho seguito con particolare attenzione l’indagine conoscitiva sull’Industria 4.0 poi utilizzata per allestire il capitolo dedicato nella Legge di Bilancio a questo argomento strategico. Si tratta di un’innovazione tecnologica, articolata in numerosi ambiti, che sta cambiando radicalmente modi e strumenti produttivi, tanto che in molti parlano senza mezzi termini di quarta rivoluzione industriale. Ebbene, solo per il 2017 sono previsti 13 miliardi di incentivi per le imprese che imboccheranno la via dell’innovazione, mi auguro anche in Provincia di Varese. Altre aree della penisola si stanno attrezzando per affrontare il cambiamento in corso e intercettare gli incentivi, la nostra non deve farsi cogliere impreparata.

 

In questi mesi la mia attività sul territorio si è concentrata soprattutto su due ambiti. Innanzitutto ho effettuato una serie di visite a realtà produttive, molte tecnologicamente avanzate, in particolare del comparto gomma plastica, meccanica, tessile ed aeronautica. Ho voluto conoscere la reale situazione delle imprese, lo stato del mercato, le eventuali difficoltà e crisi. Ho anche inteso ascoltare direttamente dalla voce di imprenditori, dipendenti e sindacati pareri e bilanci sugli effetti delle politiche governative nelle loro realtà.

 

In secondo luogo ho partecipato attivamente alla campagna referendaria. La Riforma Costituzionale ha innescato dinamiche complesse, dentro e fuori il Partito Democratico. Della riflessione “a caldo” fatta all’indomani del voto mi limito in questa sede a riportare alcune domande che credo fondamentali per il futuro: vuole (può) il Pd darsi un’identità votata senza incertezze alla modernizzazione e al cambiamento? Ha il coraggio di pensare a ridisegnarsi come partito? E’ in grado di sviluppare con chiarezza un’analisi su se stesso, magari partendo dalla recente sconfitta? Possiede la forza e l’umiltà per rivitalizzarsi “dal basso”, in territori dove sembra essersi notevolmente indebolito?

 

Credo che le risposte a queste domande siano ancora più importanti alla luce dei recenti sviluppi. Il 7 dicembre ho condiviso con altri 17 deputati Pd l’auspicio che si possa mettere a punto in tempi rapidi una legge elettorale che, come il Mattarellum, fornisca delle garanzie in fatto di governabilità e rapporto con il territorio. Questa prospettiva è stata indicata anche dal segretario Matteo Renzi all’assemblea nazionale del Partito Democratico e sta raccogliendo ampi consensi. Mi auguro davvero che una legge con queste caratteristiche possa essere lo strumento per andare alle prossime elezioni, quelle che tutti dicono di volere immediatamente e che in tanti invece vorrebbero rinviare. Il Partito Democratico dovrà arrivarci avendo svolto fino in fondo, con responsabilità, il suo compito di supporto al Governo Gentiloni.

 

Ecco, nelle parole “governabilità” e “responsabilità” è forse racchiuso il futuro dell’Italia, anche a breve termine. Troppe forze politiche trascurano la prima, prefigurando almeno a parole la propria inequivocabile vittoria elettorale, e rifuggono la seconda, scomoda e incompatibile con urla, slogan, bufale. Nonostante tutto il Partito Democratico sta invece pensando realisticamente alle necessità del Paese prima che alle proprie convenienze. Da qui, da questa consapevolezza e da questo spirito di servizio si deve ripartire.

 

Buon Natale e buon anno a tutti

Angelo Senaldi.