Caso Lonate Pozzolo e Gallarate: gli arresti impongono una riflessione su Urbanistica e vigilanza

Fatta salva ogni garanzia prevista dalla legge per gli indagati e ricordato il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, i fatti di Lonate Pozzolo illustrati dagli inquirenti suscitano almeno due riflessioni, una di livello locale e una seconda più generale. La prima: gli arresti e gli obblighi di firma provocano una pesante battuta d’arresto per l’azione amministrativa in due comuni, Gallarate e, appunto, Lonate Pozzolo. E’ però evidente come sia necessario allargare lo sguardo all’intero territorio e interrogarsi sul modus operandi nel gestire la cosa pubblica. Soprattutto in una zona come la nostra, caratterizzata da notevoli interessi in campo Abuso-edilizio-quando-si-prescrive-370x230immobiliare, e in un settore come quello dell’Urbanistica – Programmazione territoriale, vulnerabile rispetto a reati quali corruzione e concussione. Proprio per questo, e sono alla considerazione complessiva, credo che una buona amministrazione, a ogni livello, debba sapere andare oltre gli obblighi di legge  e che, specie su terreni delicati come il conflitto d’interesse, sia chiamata a rispondere a criteri etici e morali, magari dotandosi di nuovi strumenti normativi e di controllo. Al di là dei casi specifici, sui quali confido che la Giustizia farà luce in tempi ragionevoli, è importante che la politica e i rappresentanti delle istituzioni si chiedano come prevenire con sempre maggiore efficacia i reati contro la pubblica amministrazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *