Amministrazione straordinaria delle grandi aziende, la mia dichiarazione di voto

Arriviamo oggi alla votazione finale di un provvedimento che tratta un argomento posto in agenda dalla Commissione Attività Produttive già all’inizio di Ottobre 2015, prima della proposta del Governo dello scorso anno, proprio a significare la consapevolezza da parte del Parlamento della necessità di una revisione complessiva e condivisa delle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza.
La legge delega contiene alcuni principi che pongono ordine alla stratificazione normativa che a far tempo dal 1979, si è via via accumulata nella nostra legislazione, dalla legge d270 del 1999, alla legge 39 del 2004, all’intervento del decreto legge 134 del 2008 ai successivi decreti degli ultimi anni.
Una stratificazione che si era resa necessaria dalle condizioni mutate e particolari di più casi di crisi d’impresa che non trovavano nelle norme in vigore completa e piena possibilità di esplicare la propria funzione.
Lo stralcio dell’amministrazione straordinaria dal disegno di legge delega per la riforma delle discipline di crisi di impresa e dell’insolvenza, ha permesso un camera_deputatiapprofondimento e una serie di revisioni da parte della commissione referente che hanno, a nostro avviso, meglio precisato i contorni delle norme di delega in approvazione al fine di rendere precisa e puntuale e quindi concretamente efficace l’intervento di revisione delle procedure con intenzioni conservative del patrimonio produttivo, collegata a precisi parametri e presupposti legati allo stato di insolvenza, al contorno dimensionale dell’azienda ed al numero di dipendenti.
Già dalla precisazione dell’oggetto della delega stessa, contenuta nell’articolo 1, si evidenzia come l’obiettivoda realizzare sia la massima tutela delle capacità produttive delle grandi aziende al fine di garantire l’occupazione sia diretta che indiretta in particolare delle piccole e medie imprese creditrici, spesso incapaci di sopravvivere alle difficoltà della grande azienda cliente.
Il testo si inserisce nel quadro normativo europeo in accordo con i recenti regolamenti e la raccomandazione del 2014 che invita a d istituire un quadro giuridico che sia chiaramente orientato ad incoraggiare una ristrutturazione efficace delle imprese in difficoltà ma che conservano potenzialità di ripresa e di sviluppo.
Ritengo importante sottolineare alcuni aspetti ed alcune variazioni apportate al testo base in sede referente perché, a mio avviso danno plasticamente la cifra dello volontà di operare per la salvaguardia della continuità aziendale in primo luogo accelerando i tempi delle decisioni, valorizzando la funzione del Ministero della Sviluppo Economico ed identificando nelle sezioni specializzate d’impresa presso le Corti d’appello l’autorità giudiziaria preposta al controllo del procedimento per offrire una strada direi preferenziale per garantire la massima celerità nell’affrontare la crisi aziendale in atto.
Oggi più che mai la tempistica non è una variabile indipendente rispetto alla possibilità di ripresa di aziende in difficoltà, anzi il fattore tempo risulta determinante nella buona risuscita della azione di salvataggio. Un mondo in continua mutazione interconnesso rapido nelle decisioni, sempre aperto ed attivo richiede risposte celeri e veloci che molte volte si scontrano con regole burocratiche pensate per altre realtà ed altre epoche.
Così come di rilievo è la definizione di un albo dei commissari straordinari per l’ammissione delle grandi imprese in stato di insolvenza per garantire alti livelli di trasparenza di procedure e decisioni.
I soggetti inseriti nell’albo dovranno possedere requisiti stringenti di indipendenza, professionalità ed onorabilità, dovranno essere liberi da qualsiasi conflitto di interessi e non potranno, salvo casi specifici, eccezionali e motivati, essere nominati da parte del Mise per seguire più imprese in amministrazione straordinaria.
Per quanto attiene ai compensi dei commissari, verranno introdotti parametri e criteri oggettivi legati all’efficacia ed all’efficienza del lavoro svolto oltre che alle dimensioni dell’impresa amministrata.
Viene definita in maniera compiuta e precisa la cosiddetta procedura accelerata per grandi-aziendele società quotate di rilevanti dimensioni, sulla scorta delle finalità della “legge Marzano”dando compito diretto al Ministero dello Sviluppo Economico di disporre direttamente in via provvisoria l’ammissione all’amministrazione straordinaria con la nomina del commissario straordinario a cui seguirà comunque la conferma o la revoca da parte del tribunale. Anche in questo caso, la scelta è improntata ad accrescere il livello di trasparenza piuttosto che lasciare alla decretazione d’urgenza la disciplina per tamponare le emergenze come avvenuto in casi più o meno recenti.
Così come il requisito dimensionale relativo al concetto di grande impressa non viene più ancorato ai soli occupati bensì riferito alla media del volume d’affari degli ultimi tre esercizi.
Inoltre vengono meglio indicati principi e criteri direttivi per quanto riguarda il Comitato di sorveglianza, di cui fanno parte, oltre ai membri nominati dal mise, anche i creditori nominati dal tribunale, la cui funzione è quella di vigilanza sull’attuazione del programma esulle effettive prospettive di risanamento e recupero economico e le modalità di intervento del tribunale sulla sospensione o risoluzione dei contratti pendenti ed il pagamento dei crediti pregressi.
Siamo anche certi, che grazie all’impegno del Governo espresso in maniera chiara e decisa dal Sottosegretario Bellanova, si possa risolvere, in fase di attuazione della delega, la questione aperta della estensione della tutela dei lavoratori coinvolti dalla apertura della procedura fino all’esecuzione del piano predisposto dal commissario.
Tre parole per identificare il provvedimento: celerità, trasparenza, salvaguardia.
E’ un provvedimento che non può essere derubricato a semplice definizione di procedimenti amministrativi, ma è una potente leva di politica industriale in una epoca, quella attuale, di grandi trasformazioni, di innovazioni produttive e di processi, di novità nelle modalità di lavoro, di cambiamenti ed evoluzioni nei parametri di valutazione energetici ed ambientali; in questo scenario così poco decifrabile e prevedibile, uno strumento capace di salvaguardare lavoro e produzione delle grandi imprese strategiche è un punto importante nel processo complessivo e generale di revisione delle procedure concorsuali e parte di quella opera di aggiornamento legislativo, di semplificazione e di responsabilizzazione che i governi degli ultimi tre anni hanno perseguito con forza.
Viene proposta oggi una risposta chiara e certa, semplificata ed idonea, a sostegno di passaggi difficili e complicatie, a nome del Partito Democratico, annuncio il sostegno ed il voto favorevole al provvedimento.

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