Con la Legge di Bilancio 2016 il Governo presenta un piano da 13 miliardi di 3dincentivi fiscali per il 2017 a supporto dell’innovazione tecnologica in grado di trasformare le imprese italiane, anche e soprattutto PMI, in Industria 4.0. Se si allunga lo sguardo al prossimo triennio, il “capitolo 4.0” ammonta a oltre 20 miliardi. Tuttavia, stando al primo rapporto sull’impatto delle nuove tecnologie nel sistema manifatturiero italiano (Make in Italy – Prometeia) il 46% delle imprese non ritiene importante investire nell’internet delle cose cioè, in estrema sintesi, nelle reti di comunicazione tra strumenti e oggetti in grado di generare nuovi e più efficienti servizi, oltre che di modificare, rendendoli più efficaci, i processi produttivi. L’internet of things è solo una componente dell’Industria 4.0 ma è inevitabile che il risultato dell’indagine faccia suonare un campanello d’allarme.
L’Italia sta trovando con un certo ritardo, rispetto a nazioni come Germania, Francia, Stati Uniti o Giappone la sua strada verso l’industria 4.0. Ora, però, l’indagine conoscitiva sul tema condotta dalla Commissione Attività Produttive della Camera è stata utilizzata per la stesura della legge di bilancio, quindi il cammino è tracciato e occorre iniziare a percorrerlo il più rapidamente possibile.
In Provincia di Varese diverse associazioni di categoria hanno organizzato iniziative per informare i propri iscritti sulla natura della “Quarta rivoluzione industriale” e sulle ricadute in termini di competitività che questa potrà determinare. Anche università e scuole si stanno muovendo dal momento che l’evoluzione tecnologica in atto determinerà notevoli cambiamenti nei metodi produttivi, dunque formazionenella richiesta di figure tecnico – professionali nel mercato del lavoro, dunque nel ventaglio di percorsi formativi da proporre agli studenti. Bene fanno queste realtà a mobilitarsi. Altri territori della penisola si stanno attrezzando per affrontare il mutamento in corso e per intercettare gli incentivi, la provincia di Varese non può permettersi di farsi cogliere impreparata.
Si tratta, in sostanza, di rimettere il mondo delle imprese italiane sulla strada dell’innovazione. In una recente intervista al Sole 24 Ore, il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha dichiarato che con la crisi economica si è perso circa il 20% degli investimenti in questo capitolo. Il piano contenuto nella legge di bilancio può farne recuperare quasi la metà. Solo il super ammortamento (al 140% per beni strumentali) e l’iper ammortamento (al 250% per gli investimenti innovativi in campo tecnologico e digitale) “valgono” 11 miliardi. Meccatronica, robotica, sistemi RFID, sicurezza informatica, nanotecnologie, stampa 3d, internet of things e banda ultra larga sono alcuni dei principali ambiti per i quali sono previsti incentivi.
Ora la legge di bilancio deve passare attraverso il voto del Parlamento, che si auspica rapido, poi tutti dovranno fare la loro parte: università e centri di ricerca (per fornire nuove soluzioni alle imprese, incluse le start up innovative), scuole (per proporre nuovi percorsi formativi agli studenti), sindacati (per promuovere un puntuale aggiornamento dei lavoratori sull’uso delle nuove tecnologie) e naturalmente sistema produttivo. Per le associazioni di categoria la sfida sarà d’ora in poi quella di informare i propri iscritti con ancora maggiore sistematicità. Anche perché bisogna fare presto: super e iper ammortamento valgono per gli investimenti che saranno iniziati nel 2017 e si concluderanno entro giugno 2018. Il treno della quarta rivoluzione industriale sta partendo e le imprese della Provincia di Varese non devono perderlo.